lunedì 25 giugno 2018 ..:: Vai all'elenco di tutti i nostri forum ::..   Accedi
:: Home » I Nostri Viaggi » Importare piantine di ritorno da un viaggio all'estero
Autore Messaggi
Maria Giovanna

Moderatore

Messaggi : 424
Locazione Geografica : Sardegna

admin

Pubblicato Il : 26/02/2009 10.02.24  
Scrive Grandegrosso
"a Natale ero in Thailandia e mi sono portato una Cattleya maxima lilla in vasetto ed una piccolissima bicolore lilla-giallo fissata su un nodo di teak da appendere. Sono le mie prime cattleye."



Ciao Grandegrosso,


in effetti ho moltissime riserve su questi comportamenti che non è solo tuo ma molto generalizzato. Niente di personale ovviamente ma è il principio che è sbagliato. Il discorso è molto lungo e complesso per questo apro una nuova conversazione in quanto mi piacerebbe sentire l’opinione di tutti.

 

Vedi, tante persone fanno quello che hai fatto tu, non ultimo una mia amica che chiedeva, davanti a me, ad un’altra amica che si recava in Brasile, di portarle talee di alcune piante !!!

 

Inizio facendoti solo un esempio che è passato alla storia ed è il caso della Phytophthora infestans, un fungo molto dannoso che causa il marciume della patata (e ad oggi è la malattia più grave che colpisce la patata in tutto il mondo) che arrivò in Europa dall’America latina a metà del 1800 e come conseguenza tutte le coltivazioni di patata furono distrutte provocando una carestia incontrollabile che portò milioni di persone alla fame ed alla morte e una massiccia migrazione delle popolazioni verso le americhe. Dai un’occhiata a questo articolo http://www.accademiaxl.it/Biblioteca/Virtuale/Graniti.htm e leggerai delle cose veramente raccapriccianti.

 

Ora certo sto esagerando. Non voglio dire che tu hai fatto una catastrofe a livello mondiale importando due piantine …. sto riportando un caso estremo ma in fondo se ci pensi, la logica di base, non cambia. Tu non puoi sapere se le piante che hai introdotto siano completamente sane o se hanno in incubazione organismi patogeni alieni nel nostro paese.

 

Un organismo patogeno, sia esso fungo, insetto, virus, batterio e quant’altro, nel suo paese di origine, ha i suoi nemici naturali ed oltre ciò le piante che li ospitano hanno in qualche modo sviluppato una resistenza naturale per cui la patologia rimane sotto controllo. Quando viene introdotto per la prima volta in un nuovo paese tutte queste cose sono assenti per cui si sviluppa alla grande con le conseguenze che leggi nell'esempio che ti ho fatto sopra.

 

Tutta la catena alimentare si regge su equilibri stabili ma che possono essere sovvertiti molto rapidamente se delle specie aliene (animali o vegetali) vengono introdotte. Ad esempio recentemente leggevo che la Trachycarpus fortunei una pianta originaria della Cina e del Giappone, sta iniziando a destare preoccupazione e viene tenuta sotto osservazione in quanto in diversi comuni italiani sta diventando una vera e propria specie invasiva, soppiantando la vegetazione autoctona … ed è una deliziosa piccola palma ma che nulla ha a che fare con la nostra vegetazione.

 

Ora ciascuna specie, animale o vegetale che sia ha un suo preciso posto nella catena alimentare. Pensa solo se non ci fossero che so gli insetti impollinatori non avremo la frutta quindi i semi. Pensa ai danni ed ai problemi causati dalla Varroa (l'acaro che colpisce le api) importato dall'estremo oriente intorno agli anni 80 dove nel suo paese di origine non desta serie preoccupazioni in quanto il suo ospite è l'ape orientale mentre determina la distruzione della nostra ape l'Apis mellifera. Una vera peste che ha decimato (e decima) la popolazione delle api.


Pensa se non ci fosse ad esempio lo scarabeo stercorario che pazientemente raccoglie dal terreno gli escrementi degli altri animali per darli da mangiare alle sue larve che il tutto si traduce in una fonte di humus importantissima per l’ecosistema … sono solo esempi banali ma fanno capire il problema.

 

Tra l’altro ad esempio nel caso di determinate specie animali spesso diventano antagoniste delle specie autoctone che soccombono in quanto diventano competitore e quindi spezzano una catena alimentare provocando gravi danni alla fauna minore con le conseguenze che questo comporta.

 

Se poi dai un’occhiata alla “Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali” (http://testo.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/05214dl.htm ) tantissime piante sono vietate proprio per i motivi che ti citavo prima.

 

Dai anche un’occhiata a questo opuscoletto che ho trovato in rete “Istruzione per te che viaggi”

http://an.camcom.it/layout/informazioni/allegati/OpuscoloIstruzioniViaggiatori.pdf

 

Niente di personale ovviamente. Dimmi cosa ne pensi visto da questa prospettiva.




GRANDEGROSSO


Messaggi : 61
Locazione Geografica : BOLOGNA
Pubblicato Il : 27/02/2009 08.57.48  

Bhe, la prospettiva è naturalmente corretta, ed è logico che ci siamo leggi che proteggono dalla diffusione in Comunità di organismi vegetali pericolosi, leggi alla cui esistenza confesso di non avere minimamente pensato...

Detto questo però devo dire anche che la tua posizione mi sembra un po' pragmatica (anche se probabilmente è un atteggiagento richiesto dal tuo ruolo in questo sito...). Voglio dire che un conto è buttare in un fiume una testuggine azzanatrice che ci ha stufato, un conto è importare delle piantine di orchidea... non ce le vedo proprio diventare una specie invasiva

Diverso è il discorso del contagio di patologie, che mi sembra decisamente piu' complesso... ma nel caso delle mie orchidee anche il pericolo di contagio mi sembra molto limitato... a parte le altre mie piantine

E comunque, nel mio caso, visto che ormai le piantine hanno cambiato casa e sono in Italia, che dici? Una bella spruzzatina del solito confidor puo' essere utile? Domanda: questo prodotto va usato solo a scopi terapeutici, o si puo' usare anche in forma "preventiva"? Cioè: è stressante per la pianta questo trattamento? E posso usarlo anche su esemplari molto giovani?

Grazie e ciao

Maria Giovanna

Moderatore

Messaggi : 424
Locazione Geografica : Sardegna

admin

Pubblicato Il : 28/02/2009 08.24.09  
Ciao Grande grosso,

bè certo, non penso che le tue due sicuramente deliziose orchidee rappresentino una minaccia per la flora italiana per quanto riguarda l'invasività ... è il principio che mi sono preoccupata di illustrare.  Le tue orchidee sicuramente non lo sono ma moltissime altre specie, che all'apparenza appaiono innocue, lo possono diventare.

Vedi, come ho scritto, non è una questione personale diretta a te. Quasi tutte le persone pensano come te "ma no, le mie piantine no" .... ma chi può saperlo? Nel dubbio, la prossima volta lasciamole a casa loro oppure se proprio le vuoi importare procurati un certificato fitosanitario che attesti che siano sane e una volta arrivato alla frontiera, denuncia la loro presenza e falle sottoporre al controllo della dogana.

Non voglio essere petulante. Quando ero un po' più giovane e un po' meno consapevole, mi comportavo allo stesso modo ... poi sono inorridita quando ho iniziato a rendermi conto di ciò che facevo.

Mi rendo conto che questo tipo di discussione interessa a poche persone perchè è meglio pensare al proprio orticello e non agli ettari che ci sono intorno .... il problema è appunto una maggiore coscienza ambientale che tutti noi dovremo avere ma che facciamo fatica ad acquisire.

No. non fare niente alle tue orchidee ... lasciale tranquille ... perchè ... voglio essere cattiva ...... e se hanno qualche virus a noi ignoto? I virus non si curano, purtroppo ..  Anzi no, fai una cosa. Scatta qualche foto e mettile online così almeno facciamo la loro conoscenza e possiamo deliziarci anche noi con la loro grazia.




« Precedente   1 / 1   Successivo »
Copyright 2008 Elicriso, Tutti i Diritti Riservati   Condizioni d'uso  Privacy e Cookies